La ristrutturazione urbanistica del Barco di Ferrara è un caso eccezionale nel panorama italiano. Qui il Comune e lo IACP, oggi ACER, hanno avviato il processo di demolizione del quartiere operaio degli anni ’40 e la realizzazione di un nuovo insediamento con una ricca dotazione di servizi pubblici. Sono state realizzate due corti, composte da edifici a tre piani che delimitano uno spazio verde. Contengono 72 alloggi di tagli diversi. L’economia della costruzione ha portato a un’architettura semplice, caratterizzata dai volumi colorati che distinguono i corpi scala e i volumi aggettanti sulla corte. Quattro edifici a blocco segnano le estremità dell’asse viario del quartiere. Ciascuno è contraddistinto da un colore sulle parti rientrate. Complessivamente contengono 80 alloggi. Il master plan del 2002 modifica quello di Melograni e Lambertucci del 1995. Viene mantenuta l’articolazione in corti residenziali, unità di vicinato aperte, ma il numero complessivo degli alloggi viene ridotto da 530 a 400 e viene aumentata la dotazione di servizi pubblici e privati. La superficie destinata a verde diventa predominante modificando profondamente anche il carattere dell’asse viario principale. I progetti del Barco sono stati esposti in mostre a Roma, Parma, Ferrara e pubblicati in libri e riviste; tra l’altro, su Edilizia Popolare 277-278 e L’industria delle costruzioni 372.
progettisti: Giovanni Fumagalli, Carlo Melograni, Filippo Lambertucci committente: ACER di Ferrara progetto edifici residenziali: 1996-97 realizzazione edifici residenziali: 1998-2004 variante del piano urbanistico: 2002 superficie territoriale: 112.000 mq
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